Incontrando le Tartarughe
Camminando per la penisola dell’Abbatoggia è facile fare incontri insoliti. Nella foto una tartaruga Hermanna avvistata ad agosto 2025.
Incontri inattesi all’Abbatoggia
Passeggiate d’estate tra dune, silenzi e piccole meraviglie
Camminare lungo la penisola dell’Abbatoggia, soprattutto nelle ore più tranquille dell’estate, è come entrare in un piccolo mondo parallelo. La luce si riflette sulle rocce chiare, il vento porta l’odore del mare e ogni passo può riservare una sorpresa. Ad agosto 2025, mentre percorrevo il sentiero tra ginepri e graniti levigati, mi sono imbattuto in una piccola ospite speciale: una tartaruga di Hermann, lenta, curiosa, perfettamente mimetizzata tra la vegetazione bassa. Un incontro semplice, ma capace di trasformare una passeggiata in un momento da ricordare.
Un arcipelago che protegge e accoglie
L’Arcipelago di La Maddalena non è solo un paradiso per chi ama il mare: è anche un habitat fondamentale per le tartarughe marine. Qui trovano rifugio e nutrimento specie preziose e vulnerabili, come la Caretta caretta, minacciata in tutto il Mediterraneo, e la rarissima tartaruga verde (Chelonia mydas)**, avvistata proprio nel 2025 nelle acque del Parco.
Sapere che queste creature nuotano vicino alle nostre coste aggiunge un senso di responsabilità e meraviglia a ogni uscita in mare o a piedi. Non sono solo animali: sono indicatori della salute dell’ecosistema, presenze antiche che ci ricordano quanto sia fragile e straordinaria la natura che ci circonda.
La cura del Parco
Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena svolge un ruolo essenziale nella tutela di queste specie.
Monitora le presenze e i movimenti delle tartarughe, Gestisce un centro di primo soccorso a Stagnali (Caprera), dove vengono curate quelle in difficoltà, Collabora con enti e volontari per il recupero e la riabilitazione degli esemplari feriti o spiaggiati.
Ogni volta che incontro una tartaruga, terrestre o marina, penso a quanto lavoro invisibile ci sia dietro la possibilità di vederla libera, sana, nel suo ambiente naturale.


Il Forte di Punta rossa a Caprera
Avventure in bicicletta al forte di punta Rossa al sud di Caprera ai primi di novembre.
L🚴♂️ Avventure di novembre al Forte di Punta Rossa
Tra cunicoli, passaggi segreti e silenzi che sanno di mare
Ai primi di novembre Caprera cambia pelle. Le spiagge si svuotano, il vento si fa più deciso e i sentieri tornano a essere territorio di chi ama l’isola nella sua versione più autentica. È in questo periodo che prendo la bici o vado a piedi verso uno dei miei luoghi preferiti: il forte di Punta Rossa, all’estremo sud dell’isola.
Il percorso è già un’avventura. Si attraversa quella lunga striscia di terra circondata dal mare, dove l’odore di salsedine arriva da entrambi i lati e il silenzio è rotto solo dal rumore delle ruote sulla terra battuta. La prima tappa è la stazione torpedini, un complesso di edifici di varie dimensioni e grandi capannoni che si affacciano sul vecchio molo. Un tempo era un piccolo porto operativo, usato per rifornimenti e come rifugio per le imbarcazioni. Oggi, fuori stagione, sembra un set cinematografico abbandonato, sospeso tra passato militare e natura che si riprende i suoi spazi.
Proseguendo lungo il sentiero, il paesaggio si fa più selvaggio. Il vento aumenta, la vegetazione si infittisce e all’improvviso compare il vecchio cancello di ferro che segna l’ingresso dell’opera ottocentesca. Da qui inizia la parte più affascinante: cunicoli, passaggi segreti, tunnel che sembrano inghiottire la luce. È impossibile non immaginare i soldati che un tempo si muovevano in questi corridoi, o il frastuono dei due enormi obici da 343 mm che un tempo dominavano le due postazioni principali, ciascuno pesante ben 68 tonnellate.
Tornando verso il cancello, si incontrano una serie di edifici che raccontano la vita quotidiana della guarnigione: casermette, dormitori, cucine, la stazione fotoelettrica. Negli anni ’20 venne aggiunta anche una batteria con quattro cannoni antinave 120/4, un ulteriore tassello nella storia difensiva dell’isola.
E poi c’è il dettaglio che rende tutto ancora più suggestivo: il forte è rimasto in uso fino al 2010, quando gli incursori della Marina lo utilizzavano per le esercitazioni. Camminare qui, tra novembre e dicembre, sapendo che fino a pochi anni fa questi spazi erano vivi e operativi, dà una sensazione strana, quasi magnetica.
Quando risalgo in bici per tornare indietro, il sole è già basso e Punta Rossa si colora d’oro. È uno di quei luoghi che non smettono mai di raccontare storie, soprattutto quando li si visita fuori stagione, quando l’isola parla più forte e più chiaro.(https://lamaddalenapark.iswebcloud.it/pagina19827_fortificazioni-isola-di-caprera.html/)










Immersioni
Il Centro immersioni raggiungibile a piedi da Maria del Mare
Situato direttamente sul mare, in una delle spiagge più belle dell’isola, il nostro centro è il luogo ideale per gli amanti del mare e delle immersioni. Con oltre 30 anni di attività, Argonauta, con due sedi a La Maddalena e nel Golfo di Orosei, è uno dei centri subacquei storici della Sardegna, un punto di riferimento per gli appassionati di immersioni. (https://www.padi.com/it/centro-sub/italia/argonauta-la-maddalena/)


Tramonti sul mare
Un Aperitivo a Baia Trinità, tra sabbia bianca, graniti rosati e colori soffusi



Il mio vicino di nuoto alla Baia di Monti d’à Rena: il Cormorano
A Monti d’à Rena i cormorani nuotano nella baia – foto Marzo 2025
’è un abitante della Baia di Monti d’à Rena che ormai considero quasi un compagno di stagione. Non importa se l’acqua è fredda, se il vento di maestrale increspa la superficie o se la spiaggia è deserta: lui è lì. Nero, elegante, silenzioso. Un’ombra che taglia l’acqua con una naturalezza che noi umani possiamo solo invidiare. Il cormorano.
Ogni volta che entro in mare fuori stagione, lo vedo comparire a qualche metro da me, come se volesse controllare chi disturba la sua routine. Nuota basso, quasi radente, poi scompare sott’acqua con un tuffo rapido, preciso, lasciando solo un cerchio di onde leggere. Quando riemerge, spesso ha un pesce nel becco: il suo modo di ricordarmi che qui, in questo angolo di Arcipelago, lui è il vero padrone di casa.
Identikit del mio compagno di baie
- Famiglia: Phalacrocoracidae
- Nome scientifico: Phalacrocorax carbo (L.)
- Nome italiano: Cormorano
- Lunghezza: circa 90 cm
- Apertura alare: fino a 135 cm
- Peso: intorno ai 2.250 g
È un uccello imponente, soprattutto quando apre le ali per asciugarle al sole. Una posa quasi teatrale, che sembra un misto tra meditazione e orgoglio.
Un pescatore nato
Il cormorano è un predatore abilissimo: si nutre soprattutto di pesci e molluschi, che cattura arpionandoli con il suo becco lungo e leggermente uncinato. Vederlo cacciare è come assistere a una danza: scivola sott’acqua, scompare, riappare più lontano, sempre con una precisione che lascia senza parole.
Dove vive
Nell’Arcipelago di La Maddalena frequenta le coste rocciose, gli stagni costieri e le acque dolci delle isole maggiori e minori. Non è un residente fisso: lo si incontra soprattutto tra la fine dell’autunno e il tardo inverno, quando la baia torna silenziosa e selvaggia.
In Sardegna nidifica solo in pochi siti della costa occidentale, con pochissime coppie. Per questo, ogni incontro sembra un piccolo privilegio.
Una curiosità che amo
Il cormorano è diffuso quasi in tutto il mondo, con diverse sottospecie. Qui, però, è facile confonderlo con il marangone dal ciuffo. La differenza? Il cormorano è più grande e vola più alto. E, almeno nel mio caso, è anche più socievole: non si fa problemi a nuotarmi accanto come se fossimo due vecchi amici che condividono la stessa baia.





Agosto e non solo… Vivere il mare tutto l’anno
Maria del Mare – la vicinanza all’acqua permette di fare sport o vivere il mare anche negli altri mesi dell’anno – Foto SUP aprile 2025

